November 1, 2010

Cercasi disperatamente ristorante cinese

Mannaggia a Gorbaciòf (il film) che mi ha fatto venire un’insana, indomabile voglia di mangiare cinese in un’uggiosa domenica sera. Non ricordo da quanti anni non mangiavo cinese (non giappo, non thai, non fusion, non vietnamita, non tandoori, non mongolo, non cingalese, non coreano, nessuno di questi ma del vero untuoso cinese) ma sicuramente da tanto. Andiamo alla ricerca del ristorante e qui inizia il bello. Abito in Porta Romana, ovvero un quartiere fantastico per chi ama cenare fuori, con in media un ristorante ogni 5 metri (uno anche sotto la mia camera da letto, per capirci).
Cerco di fare mente locale, ma niente, non me ne viene in mente uno.
Cerchiamo su Google, ne spuntano fuori 4, ma tutti e quattro sono immancabilmente diventati Jap. Eppure i cinesi ci sono! Sono gestiti da cinesi la quasi metà dei bar, l’edicola, il fioraio, la sartoria rapida, la tintoria, per non parlare degli almeno 5 centri massaggi che ci sono in zona… ma non cucinano più!
Alla fine l’ho trovato: uno che cucina giapponese e cinese. Quando siamo entrati a ordinare non ci credevano che volevo pollo in agrodolce e bambù e funghi al posto del solito sushi misto, devo averli messi in crisi. Però l’ambiente era stile nippo-zen, niente porte con i dragoni e lanternine rosse come in Gorbaciòf.
Pazienza, ma magari uno di questi sabati prenoto all’Hong Kong.